Charlotte 

A maggio 2022, in occasione dell’anteprima della 15esima edizione di BUK Festival, CHARLOTTE ha debuttato al Teatro Storchi di Modena. La pièce teatrale diretta da Francesco Zarzana è tratta dall’omonimo libro dedicato a Charlotte Corday, la ragazza francese che progettò l’omicidio del rivoluzionario Marat.

Charlotte

Nella sua casa di Caen, cuore pulsante girondino, la giovane Charlotte Corday, appassionata di filosofia e studiosa delle nuove idee illuminate, improvvisamente decide che non c’è più tempo: Jean Paul Marat deve essere ucciso perché l’ami du peuple se ne è invece rivelato il nemico, la personificazione del terrore e della morte. E questo diventa il suo unico pensiero, la sua ossessione fino all’atto omicida che si consumerà il 13 luglio 1793, quando Charlotte riesce a introdursi, con l’espediente di una lettera di supplica, negli appartamenti di Marat che la riceve immerso nella sua vasca da bagno, a causa di una grave malattia della pelle che lo costringeva a bagni terapeutici. Dopo aver scambiato con lui poche parole, la giovane lo colpisce al petto con un coltello. Così Charlotte si macchia di uno degli assassini che hanno fatto storia e che la storia l’hanno cambiata.

 Un lungo monologo di una donna che decide per sé, che si sacrifica in nome della libertà del suo popolo. Non chiede complicità, aiuto, sostegno ai suoi compagni girondini, fa tutto da sola, conosce le conseguenze del suo gesto, non c’è nulla che può farle cambiare idea, ha deciso, la sua è una missione, un martirio per il bene della Francia.

Il processo a Charlotte Corday, nella sua drammaticità, ha un grande valore simbolico nella Francia di fine settecento, perché è una delle rare volte, forse la prima, durante la Rivoluzione francese in cui una donna prende la parola, dichiarando le sue posizioni con chiarezza e lucidità. Rivendicando il suo atto criminoso, Charlotte – difesa dell’avvocato Claude François Chaveau-Lagarde, lo stesso che tenterà di salvare la regina Maria Antonietta dalla ghigliottina – utilizza il processo per esprimere le sue motivazioni politiche e personali. Ed è certamente la prima volta che succede